È un elogio alla bugia formato full hd; una competizione creativa lunga 7 giorni, per cineasti che amano mentire con stile (quello documentaristico) e ne fanno un vanto; un modo non convenzionale di promuovere il territorio piemontese e tutte le sue risorse, anche quelle meno evidenti.
Al Pdff si fa ‘cine’ nell’accezione più nazionale di cinema, e in quella più regionale di gazzarra. Perché, bisogna dirlo, crea un certo subbuglio questa produzione cinematografica partecipata che dura 120 ore e vede protagoniste cinque troupe (ciascuna formata da tre elementi e selezionate attraverso un bando), cinque comuni cuneesi e le persone che in quei comuni abitano, operano, villeggiano.
Al Pdff si fa “cine” mescolando le carte del vero con quelle del falso per costruire storie che rivelino il territorio in modo divertito e menzognero.
Il Pdff è dunque un festival, sì, ma è più di tutto un’occasione per raccontarla e sentirsela raccontare per bene.
Si dice che le bugie abbiano le gambe corte. Sarebbe da verificare. Dopo anni di osservazione abbiamo scoperto che le bugie dichiarate hanno gambe robuste, solide e muscolose. Perfette per le location di montagna in cui le abbiamo portate fino al 2014.
Dal 2019 ci siamo trasferiti nelle verdi colline cuneesi di Monforte d’Alba, Murazzano, Novello, Roddino, Rodello e Treiso (passando anche per Carrù, Castiglione Falletto, La Morra e Piozzo) con un carico di beffarde menzogne.
In fondo, le Langhe sono di una bellezza (ir)reale, ci hanno detto.










